La vera eredità



leggi il capitolo precedente: Fotogrammi


 

         Raggiunsi, con il fiato in gola, l’uscita del portone e guardai dall’altro lato della strada, Maria era scomparsa. Attraversai la strada e guardai dietro l’angolo: nulla; Maria si era volatilizzata, non mi restava che tornare a casa e mentre con calma ripercorrevo la via, pensavo alla bambina che avrebbe potuto correre un grosso pericolo.Dovevo rientrare per raccogliere i disegni che avevo lasciato sul tavolo e chiamare immediatamente il commissario per metterlo al corrente. Allungai il passo e in un attimo mi trovai davanti al mio portone di casa, fu in quel preciso istante che la bambina comparve con accanto un uomo a me familiare.Istintivamente scivolai all’interno dell’atrio per non essere vista e seguii con lo sguardo, dove l’uomo e la bambina erano diretti.Maria non mi sembrava spaventata,ma l’uomo pareva avesse molta fretta.Entrarono nella casa da dove Maria era uscita e l’uomo richiuse il portone dopo essersi accertato che nessuno li seguisse.Per un attimo rimasi stordita e non riscii a pensare come muovermi poi, decisi di seguirli,entrai dal portone, dopo aver atteso per qualche istante. Una signora anziana rientrava con la borsa della spesa ed io molto gentilmente mi offriì di aiutarla a salire le scale 

                
                 "Ho lasciato le chiavi del portone in ufficio,e meno male che ho incontrato lei,poco fa è entrata una bambina con un signore ma pareva avessero molta fretta e mi hanno quasi chiuso il portone in faccia.Alla signora non pareva vero di parlare con qualcuno dei suoi coinquilini e sottovoce mi disse quello che volevo sapere.La bambina è sordomuta, una bella bambina così! che disgrazia! pensi…. vive con delle suore la madre è morta il padre un signore distinto la porta nel suo studio e poi la lascia sola, alla sera la riporta al suo collegio.

 

                   IO … mi faccio gli affari miei, ma quella bambina è così triste.Il padre se la porta nel suo studio ogni giorno.Lo studio è proprio sotto al mio appartamento. Mi dispiace farle portare le borse ..ma lei …non l’ho mai incontrata."" Esco alla mattina molto presto e rincaso molto tardi non sono sposata e dedico la mia vita al lavoro, per questo non ci siamo mai viste:"Eravamo fortunatamente arrivate al piano della signora e con una scusa mi congedai velocemente prima che la donna potesse farmi altre domande a cui non avrei potuto dare una risposta.Scesi al piano inferiore e cercai di leggere sulla targa della porta dell’appartamento Il nome di chi l’occupava,quando la porta si aprì e mi trovai di fronte il notaio.Mi irrigidìì e lo feci notare, ma, prima che potessi riprendermi il notaio mi trascinò all’interno.Mi sentii in trappola, nessuno sapeva dove mi trovavo La sua voce al telefono, quando mi chiamò per convincermi ad  assumere Tommasina mi tornò improvvisamente alla mente era una voce mielosa, falsa, ipocrita. Ora quella vera,era dura, forte, cattiva, capii che avevo a che fare con un pazzo, cercai di stare calma, anche se tremavo e cercai di assecondarlo.Chiesi subito della bambina ma lui incominciò a raccontarmi come per liberarsi da un peso che lo schiacciava, camminava avanti e indietro per quella stanza e quando si fermava mi guardava con gli occhi fuori dalle orbite, come se non mi vedesse, ma vedesse dentro a se stesso

                  .Enrico era mio amico, se mi avesse voluto bene, come io ne ho voluto a lui non saremmo a questo punto. Tommasina era mia sorella,sono stato io a convincerla insieme a quello stupido del mio compagno detectiv a uccidere il professore doveva apparire una disgrazia poi lei, per via della bambina, si era intenerita e iniziava a farsi degli scrupoli aveva deciso di spiferare tutto alla polizia quando avrebbe dovuto uccidere l’ultima persona che creava problemi Tu…. tu brutta puttana mi avevi portato via Enrico poi finalmente ci avevi liberato dalla tua presenza pensavo…. per sempre Ma poi Enrico innamorato ancora di te, aveva fatto il testamento….cercai di convincerlo gli sono stato accanto con mia sorella tutti questi anni e ho sopportato in silenzio senza mai fiatare a tutte le sue manie Ora dovevi morire e mia sorella voleva dirti tutto, ho dovuto ucciderla

 

…. Gridava, era fuori di se e mi si avvicinò, quando entrò nella stanza la bambina che gridò con tutto il fiato che aveva tunuto dentro per tanti anni
                  
                   NOoo papà lasciala e di corsa mi si buttò tra le braccia piangendo. L’uomo ebbe come una scossa e si precipitò fuori dall’appartamento .Cercai di calmare Maria quando sentimmo le sirene della polizia. Il commisario Cutrona ci venne incontro :"State bene?"si, risposi:" IL notaio è morto si è buttato dalla tromba delle scale, Venga signora, in commisariato dovrà firmare il verbale poi la lasceremo in pace è finita il detectiv a confessato. Uscii con la bambina e respirammo a pieni polmoni capii in quel momento che quella bambina era la mia vera eredità e sentìì la voce di Enrico che mi diceva:"Maria sarà la figlia che desideravi da me.
                 



FINE




Scritto da: Gabriella



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  1. #1 di Monica il 6 febbraio 2008 - 17:07

    Beh, che dire? Il notaio, Tommasina sua sorella, Maria sua figlia… secondo me la cosa sta in piedi.
    I colpevoli sono tutti conoscenti o intimi.
    Il movente, è l\’interesse economico.
    Tuttavia, anche qui, pongo la stessa domanda… perchè Paolo/Pamela, dopo essersi dato tanto da fare per far sparire borsa e prove, va a consegnarli proprio a Manuela, quasi si volesse incastrare da solo? Era forse stato mandato dal notaio, per qualche scopo? Perchè mostrare a Manuela quei disegni?
    A parte questa contraddizione (ma se sbaglio, qualcuno me lo spieghi) l\’idea è ottima.
    In quanto allo stile… devi soltanto imparare ad essere meno sintetica.
    Quando le idee ci sono, è solo un dettaglio, no? 🙂
    Ciao!
     
     

  2. #2 di Glitterlady il 9 febbraio 2008 - 23:50

    Sai che alla fine avevo pensato anche io alla bambina come una sorta di eredità, di premio? L\’idea era da sviluppare (e io purtroppo per vari motivi non ce l\’ho fatta) ma sarebbe stata molto simile alla tua!
    Baci!

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