Il nome



leggi il capitolo precedente: La borsa



 

"Per carità di Dio! Io non le nascondo proprio nulla se ne vada da questa casa e porti via quella borsa"La voce mi tremava dalla paura,ma era forte e decisa:"La prego signora mi ascolti! Sono un investigatore privato, mi ha assunto il professor De Donato.. se non mi crede .. guardi!". Mi porse il tesserino e mentre io controllavo, quell’uomo,travestito da donna, mi supplicava di farlo entrare.
Ormai c’ero dentro fino al collo, e dovevo a tutti i costi sapere.
Invitai l’uomo ad entrare e dopo aver controllato il pianerottolo chiusi la porta con quattro mandate. Lo accompagnai nello studio e volli subito sapere il perchè Enrico lo aveva assunto.
L’uomo incominciò a raccontare."Il professore mi chiamò un paio di anni fa e mi mise al corrente su un suo sospetto; la domestica Tommasina.
Diceva che si sentiva spiato da quella donna, l’aveva sorpresa più volte ad origliare dietro alla porta dello studio, mentre lui parlava al telefono, oppure veniva spesso seguito, quando passeggiavate assieme ". "Ma io, non me ne sono mai accorta? "E’ vero signora, "Scoprìi non tanto facilmente, qualche mese dopo,che Tommasina non era una semplice governante, ma era stata mandata in quella casa per coinvolgere il professore in un losco giro d’affari.Tommasina aveva nascosto nella casa droga,denaro sporco,all’insaputa del povero professor De Donato e quando io, gli riferii cosa avevo scoperto sul conto della sua governante lui la licenziò. Fu a quel punto che la donna iniziò a ricattarlo e lo ricattò sul suo punto debole: lei!
"IO!" "Si signora; perchè minacciò il professore che, se l’avesse denunciata e licenziata, qualcuno avrebbe preso dei gravi provvedimenti e avrebbe causato un incidente che le sarebbe costato la vita."OH mio Dio".Il professore spaventato all’idea che le potesse succedere qualcosa, fece la cosa più difficile per lui,scelse di mandare via lei, signora.
"Ora capisco perchè Enrico non fece nulla per trattenermi quel giorno
non mi chiamò più, nemmeno una telefonata.Come ho fatto a non capire che era lui ad avere bisogno di me. Sono stata troppo egoista! Pensai che Enrico non volesse un figlio da me perchè non mi amava. Perchè non me ne ha parlato?" Come mi sentivo in colpa in quel momento e gli occhi mi si inumidirono al pensiero di quanto amore Enrico provava per me ed io, non lo avevo capito.L’investigatore continuò il suo racconto:"Quando fu sicuro che Tommasina si convinse della fine del vostro rapporto e che lei signora non fosse a conoscenza di nulla
cercò con il mio aiuto di scoprire chi era a capo della governante e come si poteva incastrarli ma sopratutto avere delle prove.
Il professore deve aver scoperto qualcosa o qualcuno ed era pronto a comunicarmelo ma, non ha fatto in tempo.Dovevo diventare amico di Tommasina e complice, per poter conoscere bene la banda,
di cui lei faceva parte e trovare le prove.
Pensai ad un travestimento, dovevo diventare una governante ed infiltrarmi nella banda. Mi feci assumere da un notaio amico del professor De Donato. "
Sbiancai e chiesi:"Come si chiama questo notaio?".




Scritto da: Gabriella



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