Lei



leggi il capitolo precedente: La borsa



La lascio cadere con un tonfo,disgustosa al tatto ed allo sguardo.
Mi alzo di scatto e vado all’impianto stereo,frugo e trovo.
Lo scivolare dei tasti di Einaudi mi calma,concentro i pensieri su quelle note
 e respiro piano.Paolo e’rimasto in piedi silenzioso. Sento
La sua ansiosa attesa gravare sulle mie spalle.”comincia dall’inizio…ammesso che ci sia
O tu lo riesca  a ricordare”e’sorpreso dal mio modo diretto di parlargli ma felice.
Lo sperava. rilassato si siede senza guardare la borsa.”mi chiamo Paolo Losegugio”
Mi volto e sorrido.in effetti ha gli occhi liquidi dei cani.”faccio il detective…beh con un nome cosi’credo fosse inevitabile!””il professore mi ha telefonato un mese fa,chiedendomi di venire qui”stupore”mi e’sembrato il capriccio di un uomo ricco che volesse pavoneggiarsi del suo raggiunto successo,ma sbagliavo””voleva mostrarmi qualcosa ai suoi occhi molto piu’prezioso”. si alza e mi viene vicino.”Manuela possiamo uscire in terrazza?”sento l’odore della sua tensione mescolato al sudore.
E’pallido e mi guarda con una pena che non comprendo.”certo!”dico io con falsa allegria.
L’aria e’tersa,fresca nel sole velato che assorbe e disperde  il suono pacato del pianoforte
“cosa vedi?”mi chiede.”La citta’eterna”rispondo con ironia”non il professore.lui vedeva soltanto quella terrazza bianca”mi affaccio e ricordo sotto di noi quel rettangolo grande e
Candido di pietra viva.””non capisco”sento il suo respiro nei capelli.”un giorno,tanto tempo fa vide una bambina””la saluto’con la distrazione degli adulti e lei rispose”
“da allora non e’mancato giorno in cui questo rito non sia stato celebrato o almeno tentato””continuo a non capire..mi stai dicendo che Enrico aveva perso la testa per..””no,pero’ne era ossessionato””tu l’hai vista?”” il giorno che venni qui””otto,dieci anni piu’o meno,pallida, lunga come i suoi capelli neri che aveva raccolti in  trecce,occhi nascosti dalle ciglia””il professore mi disse che era preoccupato per Maria,cosi’l’aveva chiamata””non capiva perche’passasse tanto tempo in quello spazio,sempre sola,come prigioniera”
“non riuscii a farmi dire da quanto andava avanti questo strano rapporto,inoltre  la bimba e’muta””come facevano a comunicare?”mi chiedo stupita ed infastidita da un ombra di gelosia inutile“questo e’il punto.all’inizio con i gesti poi con i disegni”rabbrividii”Enrico cosa ti serve studiare il linguaggio dei sordomuti!!””spiegami”!!il suo lento sorriso”devo
Poter parlare anche con loro,non sai quante persone importanti con cui ho a che fare
Sono lese da questo handicap!”importanti,questa parola si fa strada dentro di me lentamente ed assume nuovi significati.”non devi sentirti ferita,lui ti amava..””come lo sai..””me lo disse lui ,purtroppo la sua da Maria era diventata una forma di dipendenza consapevole””cercai di farlo ragionare ma non mi diede retta””mi disse che gli inviava alcuni disegni facendoli volare come improbabili aeroplani ed io guardandolo immaginavo il famoso cattedratico mentre correva giu’in strada per afferrare un sogno”

 

 

 

 

Sento una grande tristezza.povero Enrico.chi eri nella realta’?”
”mi chiese di scoprire chi fosse e perche’vivesse li’,mi diede una grossa cifra ,protestai,ma non volle sentir ragioni come sapesse della sua prossima fine”gli grido“e la Tommasina sapeva di questa situazione???””un giorno trovo’i disegni,non disse nulla ma intui’qualcosa”“Era molto fedele al professore anche se..””cosa?anche se cosa??””un giorno lo sorprese con uno dei suoi messaggi colorati in mano e gli disse che stava giocando con il fuoco””lui gli chiese cosa volesse dire ma non ci fu verso di cavarle un’altra parola di bocca””le promise che se l’avesse aiutato a scoprire l’identita’di Maria  avrebbe avuto una ricompensa tale da sistemarla fino alla fine dei suoi giorni”
Siamo rientrati,non riesco a credere alle sue parole ma capisco che tutto inizia ad avere un senso
L’eredita,’l’obbligo di abitare davanti alla terrazza,la persona che ha sconvolto la vita di Enrico l’invadenza della governante ..La musica e’finita.”cosa hai scoperto e perche’ti
Travesti da donna?’”…non ti dona un granche’!”paolo ride di gusto”cosa vuoi,adoro
I films di stanlio ed olio,li ho tutti !quella musica da pianola tipo saloon nel sottofondo
Ed i loro incredibili travestimenti da donna,mi hanno ispirato!””purtroppo non ho scoperto granche’,una coppia ha affittato quell’appartamento diversi anni fa,non risulta nessuna bambina,sono come invisibili ma nonostante la morte del professore ho deciso di continuare ad indagare,lo sento un dovere “”cosa centra la tommasina?vi ho visto insieme
Al cimitero””mi aveva telefonato dicendomi di avere trovato qualcosa di molto importante,le ho dato appuntamento li’””mi stai dicendo che..””la donna uccisa e’lei.”
Seduta sul tappeto guardo paolo che mi versa un bicchiere d’acqua.”per favore vai in cucina,c’e’una bottiglia di vino rosso sul tavolo portamene un bicchiere”ho bisogno di
Scaldarmi ,il cuore e’di ghiaccio come il resto.”prendi la borsa”.
Paolo la tira fuori dal sacco di plastica”quelle macchie scure sono sangue vero?””si’,sai non ho creduto utile pulirla..!””aprila tu””io so gia’cosa contiene e per questo che sono venuto qui,da te”guardo mentre rovescia sul tappeto un centinaio di disegni infantili.



Scritto da: Ariel


leggi il capitolo successivo: Fotogrammi

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