Tommasina e le chiavi

leggi il capitolo precedente: L’EREDITA’


 

Chiamai Tommasina il giorno dopo. Il cellulare era spento, provai col numero di casa e mi rispose la voce di una donna un po’ in là con l’età, ma con un tono assai forte e dal leggero accento siciliano.

“Pronto ?”

In sottofondo una tv stava sparando qualche sigla televisiva che avevo già sentito da qualche parte.

“Ehm… parlo con la signora Tommasina ?”

“In persona sono. Chi è che parla ?”

“Sono Manuela Danzuso, la segretaria… l’ex-segretaria del dott. De Donato. Mi ha detto il notaio di chiamarla per…”

Travolta dall’emozione, Tommasina sciolse quell’incatenato “leggero accento siciliano” trasformandolo in un fiume dialettale in piena.

“Uh, bedda matri ! La fidanzata del dottore è ! Che bedda, la signora, subito mi chiamò ! Comu sugno contenta ! Ci devo fare la cammarera anco a lei signora ?”

“Beh, volevo conoscerla, se non già preso impegni…”

“Quali impegni, quali impegni, per il dottore sempre posto c’è !” disse urlando, un po’ per l’enfasi, un po’ per sovrastare la tv, dalla quale alcune voci impostate rimbombavano impietosamente.

“Posso venire a trovarla a casa fra poco ?”

“S’accomodasse ! Uh, però subito intende ? C’avrei il teleromanzo da vidiri”

Non sia mai, che io distolga una povera donna dalla sua passione lacrimevole in tv.

“Beh no, nessuna fretta, anzi, mi dica lei”

“Ma può venire pure fra una mezz’orata, che tanto Giutifol dura poco. Purtroppo.”

Giutifol ?

“… va…va bene. Allora, sono lì fra mezz’ora”

Tommasina abitava in un condominio popolare nella zona di Trastevere.

Quando la porta si aprì, mi trovai di fronte una donna minuta, sui 65 anni, ma dall’aria energica ed infaticabile. Una sorta di mix tra Nonna Papera, ed una Mary Poppins invecchiata.

Mi accolse con un sorriso sincero e mi fece entrare.

“Piacere signora, io sono Manuela” feci porgendole la mano.

“Donnarumma Tommasina, per servirla” rispose lei ignorando la mia mano, ed abbracciandomi come se fossi una parente lontana.

Accettai la cioccolata calda che mi offrì, e capii subito che quella donna sapeva davvero cucinare.

“Mi scusasse se l’ho fatta aspettare, ma sa io ho una passione per Giutifol. Matre Santa quant’è bello Riggi !!!” e sospirò come una ventenne innamorata. Evidentemente Ridge e Beautiful colpivano a tutte le età.

L’appartamento era piccolo, ma pulito e confortevole.

“Ehm, bene, mi ha detto il notaio che lei ha sempre lavorato per il dott. De Donato, giusto ?”

“Giusto. Da 25 anni. – disse orgogliosa – E sapesse quanto mi fa male ricordare cos’è successo ! Povero dottore !” e spuntò una lacrimuccia. Avevo il magone facile anch’io al solo pensiero, e decisi di ri-alzare subito il tono della conversazione cambiando discorso.

“Quindi le farebbe piacere lavorare ancora nella casa, immagino”

“Eccome ! Le piace la casa ? Vuol tornare ad abitarci ? Non si deve preoccupare di niente, la pulisco tutta io sa ? Sono l’unica che la saprebbe spolverare tutta ad occhi chiusi ! “ disse sorridendo. L’entusiasmo di quella donna era travolgente.

“Eh eh, non lo metto in dubbio”

Non dovevo farmela sfuggire secondo il notaio, ma in realtà ero ben lontana dal rischio che s’impegnasse con qualcun altro. Quella donna aveva vissuto in e per quella casa nei suoi ultimi 25 anni, ed il solo pensiero di poter lavorare altrove le faceva perdere il sonno.

“Ha visto com’è bedda la casa ? E che bedda vista sul fiume ? Dove la ritrova un’altra così ? Ci pensa Tommasina a tenerla pulita, signora !”

Tommasina era partita in quinta, io in realtà ancora non avevo deciso niente. Non riuscivo a fermarla, ma qualcosa dovevo pur dire, altrimenti finiva che quella si auto-assumeva. Infatti continuò, e forse, era meglio se non l’avesse mai fatto.

“Non si preoccupi signora, se mi dà le chiavi, io ci pulisco anche l’altro appartamento, per la stessa paga. Tommasina non la ferma nessuno signora !”

“Altro appartamento ?”

“Sì, l’altro no ? Non ci andavate sempre ? Non ha preso lei le chiavi ? ”

“No !”

Enrico aveva un altro appartamento ? Ma nel testamento non ce n’era traccia…

“E dove si trova esattamente quest’altro appartamento Tommasina ?” feci un po’ presa dall’ansia.

“Ah, nun lo saccio. Mai le chiavi mi dette. So solo che lo usava per affari suoi, diceva lui. E Tommasina si fa gli affari suoi signora. Lei comanda, Tommasina fa”

Ero un po’ sorpresa e pure indispettita. Un po’ me ne vergognai, in fondo avevo ereditato una fortuna senza avere alcun merito, che diritto avevo di protestare per un immobile di cui non sapevo niente ? E che forse, chissà, non era neanche suo.

“Ma, Tommasina, è sicura che fosse del Dottore, quest’altro appartamento ?”

“Eccome no ? Spesso veniva il dott. Ubaldi Magni, quello che di mestiere critica l’arte, e ci chiedeva le chiavi al Dottore, perché lui non le aveva. Stissa cosa faciva il Dott. Pausillo della clinica, che è quello che rifà le zinne alle signore benestanti – che porcheria -, e pure due ingegneri che non mi ricordo il nome. Però le chiavi le aveva solo il Dottore, quindi vuol dire che era casa sua no ? E com’era generoso ! Se gli amici gliele chiedevano lui gliele dava…”

Nella logica elementare di Tommasina, il concetto non faceva una piega.

In realtà quell’immobile poteva essere di tutti, ed Enrico poteva tenere le chiavi perché ritenuto il più responsabile. Poteva essere di un’associazione, quale però ? A sentire i nomi citati da Tommasina era tutta gente di un certo ceto sociale, come minimo benestanti. Ma perché non mi ha mai detto nulla ?

“Ma sa che cosa ci facevano in quella casa, Tommasina ?”

“Ah no, io gli affari miei mi faccio signora. Io pensavo che quella casa la usaste voi due, e che ogni tanto il dottore, che tanto buono è, la prestasse agli amici. Il dottore persona speciale era”

Ma non aveva finito, e si vedeva.

“Una volta ci chiesi se potevo andare a puliri pure quella casa, e lui mi fece capire che non era cosa, sa signora ?”

“Ah”

Ma Tommasina voleva parlare.

“C’è dell’altro ?” la incoraggiai.

“E che ne so ? Non c’era verso di sapere nenti di quella casa. Il dottore quanno ci andava partiva sempre tardi dopo cena, oppure ci spariva per un fine settimana. Io ci pensavo che ci andasse con lei, signora. Non è lei la sua fidanzata ? “

Fidanzata. Amante diciamo. E forse con nessun diritto di sapere tutta la sua vita privata, ma quella cosa mi incuriosiva. Anzi, un po’ cominciava ad inquietarmi. Una casa usata da Enrico e dai suoi amici alle ore più strane del giorno, preferibilmente di notte, e protetta da una cortina di ferro che aveva fatto fuori pure la fidata domestica del tenutario delle chiavi. Una donna ingenua che forse avrebbe capito a fatica sia lo scopo di quel misterioso appartamento, sia la necessità di tenerlo segreto, per cui era meglio tenerla all’oscuro…

Ingenua, ma dalla lingua lunga e da occhi e mente vispi, se pur non conoscendomi mi ha subito affibbiato il ruolo di “fidanzata del dottore”. D’altronde perché avrebbe lasciato tutto a me se no ?

“E poi ci portava delle valigie”

“Valigie ?”

“Sì delle valigie. Si chiudeva a chiave nella sua cammara e le preparava in gran segreto. Una volta era di fretta ci chiesi se ci potevo dare una mano a prepararle per lui. Cosa vuole che sia per Tommasina una valigia ? Ci saranno stati sicuramente degli abiti no? Lui mi disse che dovevo andare a puliziare il bagno e mi allontanò dalla cammara sua, che poi chiuse. Ma io l’avevo già puliziato il bagno sa ? E quando ce lo dissi, lui sa che mi disse ? Mi disse allura di puliziare qualsiasi altra cosa, ma di starmene fuori da cammara sua ! E che vuole, ma era un gran brav’uomo il Dottore, io ci volevo bene lo stesso anche se certe volte mi trattava in quel modo. Che camurrìa per piegare un po’ di abiti…”

Cominciai subito a pensare che non si trattasse d’abiti. O se abiti erano, erano di qualcuno che non doveva essere scoperto.

“Ma le chiavi che teneva il dottore, allora chi le ha prese ?”

Tommasina strabuzzò gli occhi.

“Comu chi ? E che ne so ! Gliel’ho detto no? Io pensavo che le avesse presi lei, signora…”

“Io… n-no !”

“E allora chi le ha prese ? Le chiavi sono sparite il giorno che è morto sa ?”

Scritto da Michele


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