La richiesta

LUI




Non riusciva a capire perche’aveva accettato e l’aspetto peggiore era l’essere recidivo.

Entrato in casa,la segreteria telefonica lo aveva accolto con un ammiccante

Occhiolino. senza tener  conto di un brivido preveggente aveva ascoltato quella voce

Conosciuta chiedergli se voleva rifarlo,per il doppio della cifra…in meta’tempo.

Questa volta accettare significava mettere un geranio bianco sul davanzale.

Sogghignando tra le pieghe del viso si ritenne fortunato.. l’altra gli era toccato

Girare piu’di un fioraio perplesso prima di trovare l’orchidea della sfumatura

Richiesta…per l’occhiello della giacca. qualcuno lo spiava e la situazione aveva

Del surreale.Giulio aveva cinquant’anni molti chili di troppo e odiava le piante.

Si chiedeva cosa avrebbe detto la sua curiosa vicina del geranio..mah…

lo avrebbe messo? nell’angolo oscuro della sua mente geniale sapeva di si’.

Una volta compiuta un’azione,ripeterla era un certezza.l’essere umano e’cosi’

Prevedibile. Si tolse l’uniforme,le scarpe e si fece un bagno.la comodita’innanzitutto.

Era la sua frase preferita. senza guardarsi allo specchio si rase i pochi capelli rimasti e in mutande se ne  ando’in cucina .

 

 

“Susy,susy dove sei ?”l’unica protagonista del suo mondo arrivo’facendo le fusa  e salto’

Sul tavolo.ricevute carezze e croccantini si acciambello’sulla solita pantoffola.

Giulio stava pensando  al prossimo piano d’azione per La Voce. la chiamava cosi’.

Sembrava di donna ma non ne era sicuro. si era sorpreso a desiderarlo e questo fatto

Lo aveva molto divertito. quella inaspettata agiatezza lo aveva convinto a comprare

La casa dove viveva da sempre e basta. non aveva cambiato niente delle sue

abitudini neanche il dopobarba o le scatolette della gatta. era un uomo prudente

anche e soprattutto sull’argomento donne.

Mangio’ una consideravole quantita’di panini al tonno e poi si mise un film

Di stanlio ed olio.aveva l’intera collezione.lo aiutava a pensare.

Chi avrebbe indicato? E basandosi su quale prodotto?doveva ammettere che prendere questa decisione lo aveva fatto sentire bene.una specie di padreterno.il vero autentico

Motivo per cui aveva e continuava ad accettare era quello.i soldi erano la scusa.

Guardo’stanlio mentre si arruffava i capelli e nel dormiveglia divenne il padrone

Di casa baffuto che si agitava con mute grida nel rincorrerlo.si sveglio’di colpo.

Aveva il turno serale e doveva andare.

 

 

Indosso’un uniforme pulita,un altro paio di stivali ed il giubbotto catarifrangente

Il suo collega ed amico sarebbe passato a minuti per caricarlo a bordo

Facevano  il giro del suo quartiere quella sera.senti’il rumore dei bidoni scrollati all’angolo. perche’la gente continuava a buttare anche il vetro?

Si affaccio’ .Davide stava sferragliando verso quelli ammucchiati

sotto casa sua.con una mano salto’sulla sporgenza.”ciao Davide! Abbiamo un nuovo

lavoro da fare!”un sorriso  baleno’nella cabina di guida.

 

 


Scritto da Ariel
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