Tra le mani

LA SOLUZIONE

Non ci aveva mai pensato fino ad ora.

Eppure la soluzione era a portata di mano, della sua mano fredda e sudaticcia, della sua mano grande…e forse era scritta nelle pieghe decise del suo palmo, ma non era mai riuscito a leggerla… No! Non ci era mai riuscito!Era sicuramente chiusa lì, piccola e docile nel suo pugno stretto, i suoi dettagli nelle vallate tra le dita, la sua voce strozzata in quelle unghie recise dai morsi del nervosismo… La soluzione!

Giacomo si guardava le mani, assorto nei suoi pensieri… quando la sua Linda lo richiamò, portandolo nuovamente nel mondo reale.

Giacomo disse <Niente!> e restò ad osservarla… le curve dei suoi capelli neri, sempre morbidi, miele per quel sole che amava tanto specchiarsi nei loro riflessi… quei capelli profumati, quel profumo dolce e fresco in cui aveva spesso affondato le narici e le mani…la guardò mentre col solito e delicato gesto se li appoggiava dietro l’orecchio sinistro.

Fissò lo sguardo sull’orecchino di pendente quarzo rosa che contrastava col corvino dei suoi capelli, si spostò sul lobo e poi sull’orecchio, perfetto… percorse con lo sguardo il suo zigomo scurito dal fard e dalle lampade, il suo zigomo pronunciato, le sue lentiggini…il naso… quel nasino appuntito e sottile… e le sue ciglia lunghe, il suo occhio profondo che lo fissava… non lo ha retto ed è sceso sul collo, lungo, sinuoso, profumato di lavanda e violette, e all’improvviso lo ha visto teso, sudato, tremante ai suoi baci << Cazzo quanto l’ho amato!>> pensò tra sé e sé, ma lo pensò ad alta voce…

E Linda mosse le labbra, di un movimento lentissimo, surreale, le sue labbra marroni di rossetto, i suoi denti bianchi, quanti segreti aveva nascosto lì dentro, quanta vita ci aveva lasciato… non sentì nulla e dunque continuò a sezionarla, costeggiò il profilo dei suoi piccoli seni, osservò la pancia nascosta dal verde della maglietta ma nuda per lui, che la conosceva così bene… quella pancia una volta solida, questa pancia tanto morbida in cui ancora lascia sprofondare il viso per sentirsi “a casa”, questa pancia che cinge tra le sue braccia da… quanto saranno?20 anni? Dio, così tanto?

Ed il suo viso fece una smorfia di non si sa ancora cosa, ma poi si inarcò in un sorriso, quando con lo sguardo scese quella meravigliosa collina dell’Eden su cui aveva corso per la prima volta, emozionato, stremato, terrorizzato… quella divina collina che l’aveva sempre accolto, offrendogli pace, amore, o attimi di sfrenata passione violenta… < Grazie Amore!> pensò tra sé e sé ma sempre ad alta voce, e ancora la sua Linda si mosse, fece per dire qualcosa, in quell’attimo eterno, ma Giacomo che la guardava come inebetito non sentì nulla… e si perse nel guardare le sue gambe, quelle gambe forti che l’avevano spesso imprigionato in una morsa paradisiaca e fatale, quelle gambe che sapevano di mare…e le ginocchia, era sempre stato attratto dalle ginocchia di quella donna, Dio solo sa ancora perché…

E ancora precipitò nell’abisso dei ricordi, le sentì forti sulle sue, le vide baciate dal sole su quella spiaggia nascosta sul Mar Rosso, le vide giocare nell’acqua della loro piscina, le vide giovani e snelle cinte nelle calze opache di quel remoto Ottobre, le vide nei jeans blu pedalare felici, in quei giorni in cui lui poteva solo guardare…

E ancora le guardava Giacomo, assorto nei suoi pensieri… quando Linda lo richiamò portandolo nuovamente nel mondo reale… <Ha sempre avuto questo brutto vizio…> pensò tra sé e sé nuovamente ad alta voce, ma stavolta le labbra di Linda si mossero velocemente < Ma che stai dicendo Già? Che ti succede?> e la sentì.

< Niente!> rispose svelto e prese ad osservare la cucina, si fermò sul tavolo, il pane ancora da tagliare, il coltello nero che avevano comprato insieme al centro commerciale… Si alzò per raggiungerlo.

< Ma si bravo, taglia il pane và che io metto l’acqua…> E andò verso il lavandino, e mentre gli dava le spalle lui non potè fare a meno di guardare il suo fondoschiena… e stava per perdersi ancora nella sua mente, finchè lei ancora una volta : < Amore ma lo sai che sei proprio str…> e quest’ultima parola le si strozzo in gola, perché nel frattempo Giacomo con uno scatto le aveva ficcando il coltello del pane proprio lì, nella gola. Guardò il suo sangue nella pentola dell’acqua, la guardò afflosciarsi piano a terra, delicata e femminile, come sempre.

Era l’unica soluzione.

Patrizio Crisci.46 anni compiuti ieri e ha colto l’occasione per andare in India. E’ ancora un bell’uomo nonostante tutto, poi con quei nuovi occhiali si sentiva incredibilmente bello e giovane, ed effettivamente dimostrava meno anni di quanti ne aveva.

Posto numero 23. Volo diretto.

Patrizio sta leggendo il giornale quando l’hostess gli chiede se desidera qualcosa, lui accenna di no, continuando a leggere il giornale, poi non puo’ fare a meno di osservare quei polpacci scolpiti e si perde nel suo mondo…

una voce da altoparlante in una lingua strana lo riporta alla realtà…e prese a guardare le pieghe delle sue mani fredde e sudaticce.


Scritto da Rita Lisa


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