Rudy e la “SIGNORA”

CAPITOLO 1

“Sono un pirata, sono un signore e poi… poi sono un artista e un giocatore….”

Così canticchiava Rudy tutto eccitato, mentre finiva di radunare quanto necessario per il viaggio che stava per intraprendere. La sacca di tela era ormai colma, l’attrezzatura l’attendeva in auto. Chiuse accuratamente la "casa" ( un locale super disordinato) e gridando  tutto soddisfatto "Si parte, si parte, si parte" scese le scale facendo i gradini a quattro a quattro.
    Se è vero che artista è sinonimo di pazzo, Rudy era la prova inconfutabile di questa eguaglianza, Non resisteva a lungo in un luogo, lavorava come pizzaiolo per alcuni mesi, racimolava qualche soldo, battendo ad ogni porta (utile o inutile con lo stesso slancio) per offrire i suoi servigi con lo stesso entusiasmo, sia per realizzare servizi fotografici in paesi sempre più lontani che  per un matrimonio sotto casa.
    Se trovava uno sponsor salutava i compagni di lavoro e in men che non si dica, era pronto per partire verso mete lontane, in caso contrario proseguiva il lavoro fino al raggiungimento della cifra indispensabile, privandosi spesso del necessario ed altrettanto spesso facendo conti assolutamente sballati, barando sulle effettive necessità per raggiungere prima lo scopo prefisso.
Poi spariva per un anno o due, realizzava splendide foto, rientrava, vendeva quelle e gli appunti di viaggio e dopo aver pagato l’affitto arretrato e magari qualche conto lasciato in sospeso, pur ritenendo che quel denaro sarebbe stato più utile a lui che ai negozianti, ricominciava da capo, aspettando che la sua amica, la SIGNORA lo folgorasse.
    Ed anche stavolta, puntualmente la sua compagna era arrivata e con notevole anticipo, e Rudy stava quindi per andarsene di nuovo, per scoprire qualche isola abbandonata, deserta o poco frequentata, ma comunque lontana, il più lontana possibile dal mondo civile.-
Partiva solo, come sempre, su una barca affittatagli da uno strano tipo, pazzo forse quanto o più di lui, che pareva infischiarsene del fatto che Rudy avrebbe potuto non far ritorno e la sua barca sarebbe sparita con lui…
    Non aveva nessuno da salutare, la gente scivolava via come se non lo vedesse, o più esattamente era lui che non si accorgeva degli altri, e soprattutto dello sguardo di ammirazione delle ragazze, perché non si poteva certo sostenere che passasse inosservato, con quel fisico atletico e quegli stupendi occhi verdi messi ancor più in risalto dall’abbronzatura.
    Dopo un ultimo controllo all’attrezzatura, Rudy cominciò la sua avventura.
    Raggiunse l’isola, la perlustrò, scrisse un libro, fece stupende riprese e fotografie particolari e interessanti, divise il cibo con gli abitanti del luogo, visto che stavolta non era stato tanto fortunato da sbarcare in un territorio disabitato, si crogiolò al sole, fece insomma più o meno quello che aveva sempre fatto, senza problemi di tempo e di spazio, e con la sensazione che da quel paradiso non si sarebbe più mosso, e che non avrebbe più mangiato pizze, ma neppure ne avrebbe cotte per quei poveri disgraziati che nella cosiddetta società vivevano come sardine inscatolati in casermoni, e in automobili. 
     C’era anche una donna, Eloisa, che col passare dei giorni diventava sempre più importante, gli fece intravvedere la possibilità di una vita tranquilla, una casa borghese tra il verde, un giardino, un caminetto acceso, un gatto dagli occhi verdi come suoi, acciambellato davanti a loro… e grida di bambini, giocattoli sparsi per la casa, un enorme albero di natale, e perché no? una barca sua, e lui con il figlio – maschio naturalmente- che usciva a pesca e tornava con le prede più grosse del resto dei marinai… così Rudy cominciò a diventare razionale, e cominciò a desiderare il ritorno a casa.


Scritto da Melysenda


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